Fisioterapia COVID-19 [Le indicazioni UFFICIALI]

Fisioterapia COVID-19

Ebbene sì, ci siamo anche noi, i Fisioterapisti Respiratori.

Siamo sul campo, tutti i giorni, insieme a Medici e operatori sanitari a gestire l’emergenza sanitaria più grande degli ultimi anni.

Gestiamo ogni giorno pazienti complessi nelle Rianimazioni e Terapie Intensive e adesso ci troviamo sommersi di pazienti ospedalizzati con COVID-19 che necessitano di supporto respiratorio.

La Fisioterapia Respiratoria sui pazienti COVID-19 ha l’obiettivo di ridurre la fatica respiratoria e ridurre le complicanze legate allettamento prolungato.

La terapia più efficace è la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) in associazione a dosi massicce di ossigeno ad alto flusso con una concentrazione del 60 – 100%.

La fisioterapia convenzionale dev’essere dimenticata.

Ho visto video e articoli del tutto obsoleti e inappropriati, ma non è questo ciò che serve.

Abbiamo bisogno di specialisti ora più che mai.

Fisioterapisti formati e specializzati in ambito respiratorio.

Fisioterapisti COVID-19 che sappiano gestire un Ventilatore invasivo o Non Invasivo o Casco CPAP per evitare o ritardare l’intubazione endotracheale il più possibile.

Il soggetto con malattia da coronavirus (COVID-19) può sviluppare polmonite caratterizzata da infiltrati interstiziali bilaterali con grave insufficienza respiratoria ipossica (ARDS – Acute Respiratory Distress Syndrome).

Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria

In cosa consiste la FISIOTERAPIA COVID-19?

Adottiamo posture (supino, decubito laterale, prono, seduto) studiate in modo da favorire il miglior scambio alveolo-capillare dopo attenta valutazione clinica (vedi emogas rapido per fisioterapisti).

Impostiamo le impostazioni dei ventilatori, gestiamo CPAP, e scegliamo le maschere.

In pratica adottiamo soluzioni per avere terapie più efficaci.

Nella Fisioterapia COVID-19 è raccomandato:

Adottare POSTURE facilitanti lo scambio di ossigeno

Impostare VENTILATORE o CPAP da adattare al paziente

Scegliere le MASCHERE per migliorare comfort, aderenza ed efficienza terapeutica.

Valutare il fabbisogno di OSSIGENO a riposo, sotto sforzo e notturno

Ridurre le complicanze dell’allettamento

E tutto quello che possiamo fare per essere di aiuto a Medici e Infermieri che al momento insieme a noi portano un carico gravoso sule spalle.

L’intervento fisioterapico in Terapia Intensiva permette di ridurre:

  • i giorni di ventilazione meccanica
  • l’incidenza di polmonite associata al ventilatore
  • l’incidenza di tromboembolismo venoso
  • l’incidenza delle ulcere da decubito
  • l’incidenza della miopatia correlata alla terapia intensiva

Per approfondimenti vedi link a fine pagina.

NON facciamo esercizi con il diaframma.

Non si insegna al paziente come respirare.

Farlo significa perdere in naturale sincronismo tra torace e addome durante la respirazione.

Queste pratiche sono da cancellare che non hanno nessun fondamento clinico.

Addirittura vi sono evidenze scientifiche che riportano un peggioramento del paziente con patologia respiratoria.

Ti elenco tutte le manovre obsolete che mettono a rischio tutti i pazienti respiratori:

– Respirazione diaframmatica
– Respiro a labbra socchiuse
– Utilizzo di spirometria incentivante
– Mobilizzazione manuale/stretching della gabbia toracica;

In aggiunta a queste, per i pazienti COVID sono assolutamente NON raccomandate:

– Allenamento dei muscoli respiratori;
– Allenamento allo sforzo;
– Mobilizzazione in fase di instabilità clinica (necessaria una valutazione multidisciplinare)

Cerchiamo quindi di dare il meglio di noi ed evitare confusione.

Perché ogni giorno ci siamo.

A parlare e dialogare con il paziente, a misurare il bisogno di ossigeno e capire come migliorare la loro fatica respiratoria.

Ci siamo, anche nei momenti peggiori, insieme ai nostri colleghi Medici e Infermieri.

E per questo dobbiamo dare il nostro contributo.

Link utili:

Cos’è la Fisioterapia Respiratoria [e perché dovresti conoscerla]

Cos'è la Fisioterapia Respiratoria

Sai realmente cos’è la Fisioterapia Respiratoria? 

Se pensi di conoscerla, per 1 minuto fai finta di no e continua a leggere

La Fisioterapia Respiratoria è una branca della fisioterapia relativamente nuova, o almeno per come la si dovrebbe intendere oggi.

Tu cosa penseresti se ti proponessero di fare delle sedute di fisioterapia respiratoria?

Facciamo un gioco:

Immagina di avere la febbre a 40° e di stare a letto per una settimana di fila,

scommetto che ti è capitato almeno una volta… al momento di alzarti dal letto, come ti sentivi ?

Te lo dico io,

spossato, stanco ed affannato, con la voglia di tuffarti nuovamente nel tuo letto.

Va benissimo, ci stà, adesso però prendi questa sensazione e moltiplica per 4 volte:

Immagina, per un qualsiasi motivo di essere in un letto di ospedale, più o meno cosciente, ma incapace di alzarti, collegato a centinaia di fili e tubi,

e così affannato (dispnea in termine tecnico) da non riuscire a trovare riposo nemmeno in un letto “comodo” come quello antidecubito degli ospedali.

Credo che la prima cosa che penseresti sarebbe:

Come fare a tornare alla normalità?

Uno dei problemi più complicati da affrontare dopo un evento così acuto è in assoluto far ritornare alla normalità tutto il sistema cardio-respiratorio.

E tra le soluzioni più “semplici” vi è proprio la riabilitazione respiratoria seguita da un Fisioterapista respiratorio specializzato.

Se io dovessi rispondere alla domanda

Che cos’è la Fisioterapia Respiratoria?

risponderei così:

La Fisioterapia Respiratoria è una delle tante perle della collana della riabilitazione, ma senza di essa la vita dei pazienti ne risulterebbe indubbiamente impoverita.

Ma per rispondere ancora meglio a questa domanda entriamo nel dettaglio.

Prima di iniziare, se ti va, puoi guardare il mio profilo linkedin cliccando nell’immagine qui sotto.

La rete LinkedIn di Enzo Sapienza

Dove lavora un Fisioterapista della Respirazione?

enzo-sapienza-fisioterapia-respiratoria-img2  1) TERAPIA INTENSIVA E RIANIMAZIONE

I reparti di terapia intensiva e rianimazione sono caratterizzati da situazioni simili a quelle descritte sopra:

Ci troviamo davanti pazienti in stato acuto, pazienti con insufficienza respiratoria grave che necessitano mille attenzioni, mille accorgimenti, ed ogni tua mossa può fare la differenza.

Per fortuna i Fisioterapisti Respiratori specializzati sono addestrati ad affrontare questo tipo di situazioni.

Di cosa si occupa un fisioterapista in questo ambiente?

Prima di tutto (questo si fa in qualsiasi ambito) il fisioterapista cerca di comunicare con il paziente e di rilevare tutti i parametri vitali anche utilizzando il Fonendoscopio e le Immagini Diagnostiche (radiografie del torace, ecografie polmonari e diaframmatiche, TC torace, e così via.)

I trattamenti fisioterapici sono molteplici:

     1. Favorire la clearance mucociliare (disostruzione)

Enzo, che roba è?

Non spaventarti, è un qualcosa che abbiamo tutti. Non è altro che catarro, prodotto dai nostri polmoni: ogni giorno il nostro polmone produce 100ml di muco.

Per essere chiari, è l’equivalente di una boccetta del tuo profumo preferito, immagina di averlo dentro i polmoni!

Normalmente questo muco intrappola le particelle d’aria cattiva che respiriamo e viene automaticamente eliminato con la tosse e con la deglutizione durante il giorno.

Ma questo non accade nei pazienti acuti presenti in questi reparti che ogni giorno si ritrovano con un bicchiere pieno di muco dentro i polmoni.

Perché?

Per vari motivi legati al singolo paziente ed alle singole patologie, ma principalmente possiamo dire che vi è quasi sempre la presenza di un deficit del meccanismo della tosse, che sia involontario (patologia) o indotto (intubazione, sedazione, etc.)

Quindi cosa fa il Fisioterapista Respiratorio?

Se non è possibile incentivare la tosse del paziente si utilizzano delle sottilissime sonde per l’aspirazione tramite cui si riesce ad entrare in trachea e…

     2. Rimuovere tutte queste secrezioni (broncoaspirazione)

al fine di liberare il più possibile le vie aeree dal muco accumulato.

     3. Imposta il trattamento fisioterapico di riespansione polmonare (respirazione)

e seguendo tecniche ad-hoc validate dalla letteratura scientifica internazionale fa espandere il polmone e lo mantiene ben ossigenato (ventilato), ma sopratutto:

     4. Rieduca il paziente al normale e corretto uso della tosse.

principale meccanismo di difesa delle vie aeree.

Infine, una volta che il paziente è ben ventilato ed “ossigenato”

     5. Previene il decadimento fisico ed facilita il recupero muscolare


Riepiloghiamo cos’è la fisioterapia respiratoria in Rianimazione e Terapia Intensiva!

Cos'è la Fisioterapia Respiratoria in Rianimazione e Terapia Intensiva
Cos’è la Fisioterapia Respiratoria in Rianimazione e Terapia Intensiva

enzo-sapienza-fisioterapia-respiratoria-img3  2) RIABILITAZIONE POST-OPERATORIA e POST-ACUTA

E’ il momento della riabilitazione in cui non bisogna demordere,

si è usciti dal lungo tunnel della rianimazione o dell’intervento a cui ci si è sottoposti e si inizia un nuovo percorso in cui è importante prepararsi ed allenarsi al massimo prima di poter uscire dal reparto.

Ci si presenta decisamente più svegli e collaboranti (talvolta) e quindi in questa situazione abbiamo un maggiore margine di miglioramento, grazie anche al fatto che è possibile instaurare un dialogo più aperto tra paziente e fisioterapista.

Dopo aver rilevato i dati ed i parametri vitali, si imposta il trattamento riabilitativo respiratorio che a seconda dei casi è composto di tecniche di disostruzione (quali ad esempio il drenaggio autogeno) e di riespansione polmonare (EDIC).

In questa fare può essere di aiuto importante l’uso dei device respiratori,

avendo un regalino con cui “giocare” ci si sente sicuramente molto più motivati a seguire il trattamento!

Hai presente il giochino delle tre palline colorate? Si chiama Incentivatore di Flusso…

bene, prendilo e buttalo nei rifiuti speciali 🙂

E’ un oggetto antiquato, ormai ben lontano da ogni principio di disostruzione bronchiale.

Piuttosto usa un Incentivatore Volumetrico, come questo a destra:

incentivatori-fisioterapia-respiratoria

ovviamente nulla è da buttare, ma in effetti il device a sinistra ha rarissimi utilizzi in ambito riabilitativo (nonostante sia erroneamente il più diffuso!)

Quando i mezzi scarseggiano e bisogna arrangiarsi è possibile utilizzare una bottiglia d’acqua con un tubo. Nel terzo millennio è un po’ antiquata come tecnica, ma se non si hanno altri strumenti…

Tieni bene a mente che ognuno di questi strumenti di cui ti ho parlato ha funzioni e scopi differenti, e non bisognerebbe mai usarli in modo insensato.

Comunque, tornando alla riabilitazione, un altro passaggio fondamentale è riabilitare il paziente alla verticalizzazione e al ripristino dell’autonomia motoria, ovvero aiutarlo dopo tanto tempo a mettersi, prima seduto, in piedi e poi camminare.

Giunti alla dimissione, momento post-acuto per eccellenza, il nostro paziente dovrà continuare con la riabilitazione cardio-respiratoria ed il riallenamento allo sforzo fisico seguito da un fisioterapista specializzato (che sia in ospedale o nel privato).

Riepiloghiamo la riabilitazione respiratoria nel Post-Operatorio e Post-Acuto !

Cos'è la Fisioterapia Respiratoria nel Post-Acuto
Cos’è la Fisioterapia Respiratoria nel Post-Acuto

enzo-sapienza-fisioterapia-respiratoria-img1  3) FISIOTERAPIA RESPIRATORIA A DOMICILIO

La terapia domiciliare offre svariati vantaggi per il paziente, tra cui il solo fatto di essere a casa ed essere circondato dai propri cari.

Il ritorno a casa rappresenta ovviamente un momento di relax e liberazione.

Ma non dobbiamo confondere il meritato riposo con il dolce non far niente!

è il momento in cui è necessario mantenere e proseguire con una certa costanza il trattamento fisioterapico,
proprio perché vengono a mancare una serie di figure sanitarie che invece erano presenti in ospedale.

I pazienti con patologie respiratorie si trovano spesso e volentieri da soli a casa con deficit polmonari instaurati che quindi rendono il paziente suscettibile a nuovi eventi acuti.

Immaginiamo di trovarci davanti un bambino SMA, ovvero con atrofia muscolare spinale, il nome fa intendere la presenza di problematiche muscolari, giusto?

Sì, è vero.

Ma è altrettanto vero che proprio questi interessamenti muscolari nel tempo, portano il paziente a sviluppare deformità della gabbia toracica e quindi difficoltà respiratorie non da poco.

E’ importante quindi anche qui, come i pazienti post-acuti o post-operati, continuare la terapia anche dopo che l’insulto acuto è stato stabilizzato in ospedale.

Ovviamente ogni caso ed ogni patologia ha differenti sintomi ed evoluzioni, ma in via generale la terapia domiciliare è una procedura che andrebbe applicata quasi a priori, proprio perché in alcuni casi una ignoranza di questa prassi, necessaria e non sostituibile, diventa motivo di ritorno in ospedale.

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Ma cosa dobbiamo fare a domicilio, noi Fisioterapisti della Respirazione?

intanto, avere l’attrezzatura di base necessaria che è indissolubilmente formata da: saturimetro, fonendoscopio per l’auscultazione polmonare, sfigmomanometro per accertamenti sulla pressione, eventuali device respiratori (alcuni elencati sopra) come il pallone ambu.

Da qui il trattamento è più o meno simile al post-operatorio, l’importante è avere maggiore accortezza perché non si è più in un ambiente protetto.

Vi potrebbe essere la necessità di gestire i ventilatori del paziente in caso di necessità o ai fini del trattamento,

No, non parlo del condizionatore,
cosa sono?

essenzialmente apparecchi che facilitano la respirazione del paziente, possono essere invasivi o non invasivi, potremmo stare a parlarne per ore.

Un’altra cosa da fare è educare all’auto-trattamento,
non sempre basta il nostro intervento, il paziente deve poter continuare la terapia anche quando non ci siamo.

Infine, come raccomandazione, essere sicuro di aver lasciato il setting in massima sicurezza prima di andare.

Riepiloghiamo cos’è la Fisioterapia Respiratoria Domiciliare !

Cos'è la Fisioterapia Respiratoria a Domicilio

Per spiegare appieno cos’è la fisioterapia respiratoria ci vorrebbero montagne di libri,

ma spero di aver reso più o meno chiara l’idea di quello che fa un Fisioterapista Respiratorio nei vari ambiti sanitari.

Hai domande da pormi sull’argomento?

Puoi scrivere nei commenti qui sotto o inviarmi una mail !

Cos’è la Ventilator Associated Pneumonia (VAP)? [e cosa fa il Fisioterapista]

cos-la-ventilator-induced-pneumonia

Ti starai chiedendo cos’è una Ventilator Associated Pneumonia?

VAP sta per Polmonite indotta dal ventilatore meccanico (suona meglio in inglese) ed è sostanzialmente una polmonite che si sviluppa dopo 48 o più ore di ventilazione meccanica.

Qual è il problema della VAP?

Una infezione può essere definita come una breccia nel nostro sistema immunitario, aperta da micro-organismi come batteri, virus e parassiti che non fanno parte della normale flora batterica del corpo umano. Quando questi entrano, iniziano a proliferare e si manifestano le malattie.

Normalmente una persona con infezione deve andare in Ospedale per essere curato, giusto?

Il problema è che una polmonite può subentrare anche durante la permanenza in ospedale dove si è esposti ad agenti patogeni…

la causa? 

Può dipendere da te oppure dal fatto di essere in ospedale! Mi spiego meglio.

Essere debilitati comporta spesso una maggiore suscettibilità a determinati eventi patogeni, è una cosa comune.

Queste sono chiamate Infezioni Nosocomiali o Ospedaliere.

E la Ventilator Associated Pneumonia è una di queste!

Consiste in una infezione polmonare che si sviluppa nei pazienti che necessitano una ventilazione meccanica prolungata (48 ore o più)

Succede a tutti? Ovviamente no!

Però l’incidenza è alta. Colpisce circa il 23% di tutti i pazienti che finiscono intubati ed assistiti da un ventilatore artificiale.

E’ la più comune forma di infezione nelle terapie intensive e può avere una incidenza del 50% nei pazienti in antibiotico terapia.

Significa che gli antibiotici fanno male? Assolutamente no.

Soltanto un medico specializzato (Es. Pneumologo) deve decidere quando è il momento di usarli (non prendere antibiotici per conto tuo.)

Vi sono due tipologie di Ventilator Associated Pneumonia (VAP)

  • Ad ESORDIO-PRECOCE: dalle 48 alle 96 ore (4 giorni) dopo l’intubazione
  • Ad ESORDIO-TARDIVO: dopo i 4 giorni dall’intubazione

La prima è solitamente sensibile agli antibiotici battericidi (ovvero i batteri vengono uccisi facilmente)

La seconda è solitamente antibiotico-resistente (quindi gli antibiotici hanno poco effetto)

Cosa ci azzecca la Fisioterapia Respiratoria con la VAP?

Il Fisioterapista Respiratorio è in prima linea nel gestire i ventilatori (le macchine di terapia intensiva) insieme agli intensivisti, quindi ci azzecca eccome.

Ma per ventilare e quindi far respirare un paziente critico spesso è necessario intubare.

Questa pratica spesso salva la vita al paziente ma aumenta il rischio di infezioni, quindi di introdurre o far accumulare agenti patogeni nelle vie aeree.

E’ allora importante capire quando ricorrere all’intubazione e quando invece è meglio usare una Ventilazione Non Invasiva, ovvero far respirare il paziente con un ventilatore senza necessità di intubare.

Questo perché ventilare con una maschera ci permette di mantenere una delle difese più importanti per i nostri polmoni, ovvero le prime viee aeree (naso, bocca, faringe).

Una delle principali cause di sviluppo di infezioni è l’accumulo di secrezioni bronchiali.

Essenzialmente è CATARRO!

“Che schifo ho il catarro nei polmoni?!?”

In pratica sì.

Ma non preoccuparti, succede solo in caso di patologie respiratorie o in situazioni come quelle della VAP!

Questo tende ad accumularsi ed offre terreno fertile per i microbi.

Parliamo di un quantitativo pari ad una boccetta di profumo di 100ml al giorno. Un bicchierone praticamente!

Cosa fa allora il Fisioterapista Respiratorio?

Si occupa di ripulire i polmoni da questo liquido accumulato tramite la broncoaspirazione.

Tutto è fatto in sicurezza. Può farlo l’infermiere, il fisioterapista o il medico.

Però il Fisioterapista interviene con delle manovre particolari di disostruzione bronchiale e di respirazione polmonare

che facilitano e migliorano la pulizia del polmone.

Ma non solo, allena il paziente in modo tale da diminuire questo accumulo nei vari giorni 

ed aiuta a diminuire il tempo di degenza del paziente stesso in ospedale.

per questo il Fisioterapista Respiratorio è una delle figure più presenti nelle Terapie Intensive o Rianimazioni.

Le tecniche più utilizzate sono l’EDIC, l’ELTGOL, il Drenaggio Autogeno, abbinati all’uso di apparecchi respiratori.

Quali sono gli altri problemi?

Un paziente ventilato meccanicamente è un paziente che è sicuramente intubato (o tracheostomizzato).

Il problema del tubo endotracheale è che questo bypassa le vie aeree superiori

significa che non solo si vengono a perdere tutte le barriere di difesa, ma si perde anche la possibilità di riscaldare ed umidificare l’aria autonomamente.

Secrezioni non umidificate formano delle vere e proprie croste che le nostre ciglia non riescono a riportare su.

Il paziente è poi sicuramente impossibilitato o limitato all’uso della tosse, il che peggiora ulteriormente il quadro della Ventilator Associated Pneumonia e aumenta il ristagno delle secrezioni.

Si interviene quindi con la disostruzione bronchiale (ad esempio ELTGOL) e la broncosaspirazione.

Gli interventi di disostruzione e broncoaspirazione possono essere effettuati a circuito chiuso (grazie ad un trach-care) o a circuito aperto (usando i sondini monouso per la broncoaspirazione).

Il gold standard è sicuramente fatto di antibiotici e fisioterapia respiratoria al fine di mantenere la pervietà delle vie aeree e far regredire i sintomi.

*ATTENZIONE*

Io ho parlato soltanto di Terapie Intensive ed ospedale…

ma la Ventilator Associated Pneumonia può sopraggiungere anche ai pazienti ventilati meccanicamente a casa!

La gestione di questi pazienti è parte integrante dell’operato del Fisioterapista.

Quindi tieni bene a mente queste 6 misure preventive.

Come si previene una Ventilator Associated Pneumonia?

Fortunatamente 1/3 di quell’inevitabile 23% può essere prevenuto, seguendo delle regole semplici:

  1. Tenere la testa del paziente sollevata per ridurre il rischio di reflusso gastroesofageo (a meno che non vi siano altre condizioni che lo proibiscano)
  2. Weaning dal ventilatore. Ovvero provare a far respirare autonomamente il paziente con dei trial (SBT ne è un esempio, trovi ampia letteratura scientifica)
  3. Lavati sempre le mani. Davvero sempre. E’ la più rapida forma di trasmissione, anche tra un paziente e l’altro.
  4. Igiene orale. Mantieni pulita la bocca da saliva e secrezioni (lavare i denti è una cosa che spesso fanno in pochi
  5. Mantieniti pulito. Tra un paziente e l’altro cambia sempre i guanti ed usa le mascherine.
  6. Fisioterapia Respiratoria. Il trattamento preventivo del fisioterapista respiratorio riduce la possibilità di accumulo di secrezioni.

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